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Amani Newsletter Natale 2000
Nairobi, 20 dicembre 2000
Carissimi,
volevo scrivervi qualche riga per Natale, magari parlandovi dei nostri bambini
e bambine, delle otto nuove bambine che abbiamo accolto presso la casa di
Anita, di Farid e di Yohannes, dei progressi e insuccessi dei nostri giovani,
della crescita del progetto per bambini in Zambia e delle loro storieÖ
ma non sono riuscito a trovare il tempo. Vi scrivo solo poche righe che prendono
spunto dalla celebrazione in memoria di padre Kaiser, del quale vi ho già
parlato, che è stata fatta l'altro ieri.
Il cadavere di padre Anthony Kaiser, un missionario americano con 36 anni di lavoro in Kenya, è stato ritrovato la mattina dello scorso 24 agosto, sulla strada che da Nairobi va verso l'Uganda, non lontano da Nairobi. In Kenya, tranne la polizia, tutti sanno chi l'ha ucciso: padre Kaiser aveva denunciato con prove certe un ministro come sobillatore dei cosiddetti ìscontri tribaliî che hanno insanguinato pochi anni fa l'area del Kenya chiamata Rift Valley. Aveva spiegato che quegli scontri avevano una precisa motivazione politica e che le ìtribùî non centravano proprio per niente. Poco prima di morire aveva detto: ìsono solo un parroco, ma non posso far silenzio quando i diritti della mia gente sono violatiî. Il 10 dicembre, Giornata dei Diritti Umani, sul luogo del suo sacrificio c'erano tremila persone che pregavano e chiedevano giustizia. Anche perché pochi giorni prima a Nairobi c'erano stati degli ìscontri religiosiî, che hanno ripetuto lo schema di quelli ìtribaliî. Mentre una moschea e una chiesa bruciavano la polizia non è intervenuta. Mentre i leader cristiani e musulmani insieme hanno continuato a parlare di pace e riconciliazione, un ministro incitava alla violenza. Chi è al potere in Kenya oggi vuole dividere la gente.
Il ricordo di padre Kaiser, la dedizione alla sua gente espressa in modo semplice, concreto, senza pretese e senza protagonismi, sta facendo diventare il luogo della sua morte un grande santuario all'aperto. C'è chi viaggiando si ferma e fa una breve sosta di preghiera là dove pochi bastoni piantati per terra e qualche fiore marcano il punto dove è stato ritrovato il suo corpo.
Mentre aspettavamo che la celebrazione incominciasse passeggiavo all'ombra delle grandi acacie, osservando la gente. Attivisti per i diritti umani, poveri dalle periferie di Nairobi, donne che nei giorni feriali gestiscono la bancarella al mercato o lavorano nei campi, contadini dei villaggi della zona col loro vestito migliore. Un ragazzino, con quella confidenza che i giovanissimi hanno verso gli anziani, mi si è affiancato, mi ha preso la mano e, guardandomi per assicurarsi di avere tutta la mia attenzione, si è prima presentato dicendomi di chiamarsi Christopher e poi mi ha chiesto: ìVoglio diventare un prete come padre Kaiser. Come si fa?î. I suoi occhi mi inchiodavano determinati.
Mentre gli parlavo mi è venuto in mente che pochi giorni prima, a metà mattina, ero nella cattedrale di Mombasa, vuota e silenziosa. Il vociare della strada e del mercato, i rumori del traffico frenetico arrivavano smorzati, anche se da solo poche decine di metri di distanza. Sono entrati due ragazzi africani, studenti di famiglie povere a giudicare dalle magliette stinte e dai blue-jeans probabilmente acquistati dai venditori di abiti usati importati dall'Europa. Sono andati senza esitazione ai piedi dell'altare maggiore, dove viene conservata l'Eucarestia, e si sono prostrati in preghiera, nello stesso modo in cui si prostrano i musulmani. Sono rimasti così per quasi un quarto d'ora, poi si sono alzati e sono usciti. Non avevo mai visto dei cattolici pregare in quel modo. E' straordinario come la gente si senta libera di appropriarsi dei gesti che sente esprimere meglio la propria spiritualità.
Credo ci sia un filo conduttore fra questi due piccoli episodi: all'inizio di questo millennio, gli africani stanno silenziosamente costruendo il loro modo di essere popolo di Dio. Riconoscono i loro martiri, inventano un nuovo modo di pregare. Il tutto con la testarda semplicità del ragazzino che non mi ha lasciato finché non mi sono seduto con lui e gli ho raccontato come penso si debba fare per diventare come padre Kaiser. Alzandosi per andare a seguire la celebrazione Christopher mi ha detto: ìHo capito, devo essere me stessoî.
Adesso mi sto preparando per il pellegrinaggio in Sudan. Saremo un gruppo nutrito, celebreremo il Natale con i più poveri. Vi portiamo tutti con noi. La notte di Natale ci troveremo insieme intorno al Bambino e ai bambini sudanesi.
Un caro augurio di gioia.
Padre Kizito
Forse non tutti sanno che...
Calendario Amani-Salgado 2001
E' ancora disponibile il Calendario Amani 2001. L'autore delle immagini del
calendario 2001 è Sebastião Salgado. Il titolo del Calendario
2001 è ìIn camminoî proprio come l'ultimo lavoro del grande
fotografo brasiliano da cui sono tratte le immagini. Il costo del calendario
è di 25.000 lire (30.000 lire spese di spedizione incluse). I proventi
della vendita del Calendario 2001 sono destinati al progetto di Amani a favore
dei rifugiati sudanesi in Kenya.
Il calendario è al momento disponibile presso la sede di Amani. Un'anteprima
del calendario è disponibile presso il sito web di Amani.
Rinnovo indirizzari e mailing-list
di Amani
In questi giorni stiamo aggiornando e ottimizzando la mailing-list della posta
elettronica di Amani e i servizi ad essa collegati. Vi ricordiamo che è
possibile utilizzare i seguenti indirizzi:
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amani@amaniforafrica.org per ottenere o fornire informazioni, richieste e segnalazioni generiche, ordinare calendari, libri, video ecc., comunicare con i collaboratori e i volontari di Amani. |
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Panettone solidale
L'associazione ìLa Gocciaî Onlus in occasione del Natale, propone
ormai da tempo l'acquisto di pandori e panettoni (davvero ottimi!), al costo
di 10.000 lire l'uno, per raccogliere fondi da destinare ad iniziative umanitarie
in Africa. Quest'anno il ricavato sarà destinato alla costruzione di
un edificio che ospiterà la nuova redazione di Africanews e di African
Peace Point.
Per informazioni: 0338/1813828 ñ 02/9601182; E-mail: lagoccia@negroni.it
Le offerte ad Amani sono deducibili
Il Decreto Legislativo n. 460 del 04.12.1997, espressamente prevede che le
erogazioni liberali (cioè i versamenti effettuati da privati e impresi
a favore dell'ONLUS "AMANI") siano deducibili dalle imposte, nella
misura prevista dalla legge a condizione che:
a) i versamenti stessi siano effettuati esclusivamente tramite conto corrente
postale o bonifico bancario;
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la sigla ONLUS dopo "AMANI";
c) le ricevute dei versamenti effettuati con tali modalità vengano
conservate dall'offerente con la documentazione degli oneri deducibili esposti
nella denuncia dei redditi.
Amani: porta il tuo cuore in
Africa
È finalmente pronta la nuova presentazione di Amani. Grazie a Saatchi
& Saatchi, all'Agenzia Contrasto e al fotografo Francesco Zizola (che
hanno collaborato gratuitamente con Amani), sono disponibili nuovi e aggiornati
volantini, cartoline illustrate e manifesti (50X70 cm). Chi desiderasse richiedere
il materiale può contattarci direttamente in sede.